
I rischi della mastoplastica additiva sono uno degli aspetti più importanti da conoscere prima di scegliere l’intervento.
La mastoplastica additiva permette di aumentare il volume del seno e modificarne forma e proporzioni attraverso l’inserimento di protesi mammarie.
Come ogni intervento chirurgico, può comportare possibili complicanze.
Tra queste rientrano sanguinamento o ematoma, infezione, alterazioni della sensibilità, cicatrici anomale, asimmetrie, contrattura capsulare e problemi legati alla protesi.
Conoscere i possibili rischi mastoplastica additiva permette di affrontare l’intervento con maggiore consapevolezza.
La valutazione preoperatoria, la scelta della tecnica e della protesi e un corretto monitoraggio postoperatorio contribuiscono a ridurre i rischi, senza tuttavia poterli eliminare completamente.
Non tutte le complicanze hanno la stessa frequenza o gravità. Alcune possono essere gestite con controlli e terapie specifiche, mentre in determinate circostanze può rendersi necessario un ulteriore intervento. Per questo è importante discutere con il chirurgo dei rischi individuali e delle caratteristiche dell’intervento prima dell’operazione.

Dopo l’inserimento di una protesi, l’organismo forma naturalmente una sottile capsula di tessuto intorno all’impianto. In alcuni casi questa capsula può ispessirsi e contrarsi, esercitando una pressione sulla protesi: si parla di contrattura capsulare.
Nelle forme più significative il seno può risultare più duro, modificare la propria forma o provocare fastidio. Il trattamento viene valutato in relazione alla gravità della situazione e alle caratteristiche della paziente.

Per ulteriori informazioni sulla sicurezza e sul monitoraggio degli impianti mammari è possibile consultare anche le indicazioni della FDA sulle protesi mammarie.
Dr. Pasquale Verolino
Tecnica, tipo di protesi, anatomia e caratteristiche dei tessuti vengono valutati individualmente. Approfondisci indicazioni, percorso e possibilità dell’intervento nella pagina dedicata.
L’infezione intorno alla protesi rappresenta una possibile complicanza postoperatoria. Il trattamento dipende dalla sua entità e, nei casi più importanti, può rendersi necessaria la rimozione temporanea della protesi. Dopo la risoluzione dell’infezione, il chirurgo valuterà tempi e modalità per un eventuale nuovo impianto.
Dopo l’intervento può inoltre verificarsi una variazione della sensibilità del complesso areola-capezzolo. La sensibilità può aumentare o diminuire e frequentemente tende a modificarsi nel corso dei mesi successivi. Più raramente l’alterazione può persistere nel tempo.
La rottura di una protesi mammaria è un’evenienza possibile e richiede una valutazione specialistica. Nel caso delle protesi in gel di silicone, una rottura può non determinare immediatamente cambiamenti evidenti del seno.
Eventuali modificazioni insolite, variazioni della forma o sintomi devono essere valutati dal medico attraverso gli accertamenti diagnostici ritenuti appropriati. Quando viene confermata la rottura dell’impianto, il chirurgo valuta la necessità e le modalità di un intervento di revisione e sostituzione della protesi.
La presenza di protesi mammarie non impedisce di sottoporsi ai controlli diagnostici del seno. Ecografia, mammografia e, quando indicata, risonanza magnetica possono essere eseguite anche nelle pazienti portatrici di protesi. È importante informare sempre il personale sanitario della presenza degli impianti prima dell’esame.
Conoscere le possibili complicanze e i rischi delle protesi mammarie consente di affrontare la scelta con maggiore consapevolezza. Durante la visita specialistica vengono considerate caratteristiche anatomiche, condizioni individuali, aspettative e tecnica chirurgica, discutendo anche del percorso di controllo dopo l’intervento.
Compila il modulo per inviarci le tue richieste e prenotare una visita gratuita presso la nostra clinica a Napoli.