La scelta delle protesi mammarie è uno dei momenti più importanti nella pianificazione di una mastoplastica additiva. Tonde o anatomiche? Quanti cc? Profilo alto o moderato?
Non esiste una protesi ideale per tutte. Lo stesso impianto può produrre risultati molto differenti perché anatomia, tessuti, proporzioni corporee e obiettivo estetico cambiano da persona a persona.
La scelta dovrebbe quindi partire non dalla domanda “quanti cc?”, ma dal risultato che si desidera ottenere in relazione alla propria anatomia.
La scelta dell’impianto deve essere personalizzata. Durante la valutazione vengono considerati contemporaneamente diversi elementi.
Base mammaria: la larghezza naturale della mammella rappresenta uno dei riferimenti per individuare dimensioni compatibili.
Torace: un torace stretto e uno più ampio richiedono proporzioni differenti.
Tessuti: quantità di tessuto mammario, spessore e qualità della pelle influenzano la copertura della protesi.
Proiezione: determina quanto l’impianto si sviluppa anteriormente rispetto alla parete toracica.
Obiettivo estetico: un cambiamento discreto e un décolleté più pieno possono richiedere scelte differenti.
La stessa protesi può produrre risultati molto differenti su due persone. Per questo la scelta deve essere sempre personalizzata.
Protesi tonde, anatomiche ed ergonomiche: quali differenze?
La forma della protesi è una delle caratteristiche più conosciute dalle pazienti, ma è importante evitare un’equazione troppo semplice: protesi tonda non significa necessariamente risultato artificiale e protesi anatomica non significa automaticamente risultato naturale.
Protesi tonde
Presentano una forma simmetrica e sono disponibili in differenti diametri e livelli di proiezione. Una protesi tonda correttamente dimensionata e scelta in relazione ai tessuti della paziente può produrre un risultato armonioso.
Protesi anatomiche
Presentano una distribuzione del volume che richiama maggiormente una forma a goccia, con caratteristiche che possono essere utili in determinate anatomie e obiettivi estetici.
Protesi ergonomiche
Sono progettate affinché il gel possa modificare la propria distribuzione in relazione alla posizione e al movimento. Non rappresentano automaticamente una soluzione migliore: costituiscono un’ulteriore possibilità da valutare in funzione dell’anatomia e del risultato ricercato.
Dimensione delle protesi: perché i cc non bastano
Una delle domande più frequenti è: “Come sarà il mio seno con 300 cc?”
Il volume espresso in centimetri cubici è importante, ma non descrive da solo forma e dimensioni della protesi. Due impianti da 300 cc possono avere caratteristiche differenti: una base più larga con proiezione relativamente più contenuta oppure una base più stretta con maggiore proiezione.
Il volume può essere identico, mentre la geometria della protesi e il risultato sul corpo possono essere differenti.
Profilo e proiezione: cosa significano?
Il profilo descrive il rapporto tra la base dell’impianto e quanto questo si proietta anteriormente. In maniera semplificata possiamo distinguere profili più bassi, intermedi e più alti.
Profilo più basso: base relativamente più ampia e proiezione più contenuta.
Profilo intermedio: rapporto più equilibrato tra larghezza e proiezione.
Profilo più alto: base relativamente più stretta e maggiore proiezione anteriore.
Le denominazioni possono cambiare tra i diversi produttori; termini come “alto” o “moderato” non devono quindi essere considerati valori universali.
300 cc non producono lo stesso seno su tutte
Due donne possono utilizzare una protesi dello stesso volume e ottenere risultati visivamente molto differenti. A influenzare il risultato sono la larghezza del torace, il seno di partenza, la qualità ed elasticità della pelle, il profilo della protesi e il posizionamento.
I cc sono un dato importante, ma non rappresentano una “taglia” universale.
La base mammaria: il punto da cui partire
Prima di scegliere la protesi è necessario conoscere lo spazio anatomico nel quale dovrà integrarsi. Durante la visita possono essere effettuate misurazioni per valutare larghezza della mammella, caratteristiche del torace, posizione del solco sottomammario, quantità dei tessuti, elasticità cutanea ed eventuali asimmetrie.
Da cosa dipende un risultato naturale?
Non esiste una singola “protesi più naturale”. È più corretto chiedersi: quale protesi può risultare naturale sulla mia anatomia?
Forma della protesi + dimensioni + profilo + tessuti + posizionamento + proporzioni corporee.
È l’equilibrio tra questi elementi a contribuire al risultato. Una protesi molto grande non produce necessariamente un risultato migliore, così come scegliere un impianto piccolo non garantisce automaticamente maggiore naturalezza.
Stai valutando un aumento del seno?
La scelta delle protesi rappresenta solo una parte della pianificazione. Tecnica chirurgica, posizionamento dell'impianto, caratteristiche dei tessuti e percorso postoperatorio devono essere valutati insieme.
Come avviene la scelta delle protesi durante la visita?
Durante una visita con il Dr. Pasquale Verolino a Napoli, la valutazione non dovrebbe partire semplicemente dal numero di cc. Il primo obiettivo è comprendere quale cambiamento desidera la paziente.
Per alcune donne significa recuperare il volume perso dopo gravidanza o dimagrimento; per altre ottenere maggiore pienezza; per altre ancora raggiungere un cambiamento estremamente discreto.
Anatomia, misurazioni e caratteristiche dei tessuti vengono quindi messe in relazione con le aspettative della paziente per restringere progressivamente le possibilità. Il confronto con immagini e riferimenti visivi può inoltre aiutare a comprendere cosa significhi concretamente per quella persona un risultato naturale.
Protesi mammarie e sicurezza
La scelta dell’impianto non riguarda esclusivamente forma, dimensione e risultato estetico. Le protesi mammarie sono dispositivi medici ed è importante conoscere anche possibili rischi, complicanze e necessità di controlli nel tempo.
Contrattura capsulare, rottura dell’impianto, malposizionamento, infezione e alterazioni della sensibilità sono alcuni degli aspetti che devono essere discussi con il chirurgo. Non li approfondiamo qui perché abbiamo dedicato un contenuto specifico all’argomento.
Vuoi approfondire sicurezza e possibili complicanze?
Consulta la guida dedicata ai rischi e alle possibili complicanze dell'intervento.
Le protesi mammarie non devono essere considerate dispositivi necessariamente destinati a durare per tutta la vita. Questo non significa però che debbano essere sostituite automaticamente dopo un numero prestabilito di anni.
Controlli, condizioni dell’impianto, eventuali sintomi e situazione clinica contribuiscono a stabilire nel tempo se sia necessario intervenire. Questo argomento sarà approfondito in una guida dedicata.
FAQ: Domande frequenti sulle protesi mammarie
Sono più naturali le protesi tonde o anatomiche?
Non esiste una risposta valida per tutte. Forma dell’impianto, dimensioni, profilo, tessuti, anatomia e tecnica chirurgica contribuiscono insieme al risultato.
300 cc corrispondono a quale taglia?
Non esiste una conversione universale tra cc e taglia del reggiseno. La stessa protesi può apparire differente in relazione alla larghezza del torace, al seno di partenza e al profilo dell’impianto.
Come si sceglie la misura delle protesi?
La scelta viene effettuata considerando anatomia, larghezza della base mammaria, tessuti, proporzioni corporee e risultato desiderato. Il volume espresso in cc è soltanto uno dei parametri.
Cos’è il profilo della protesi?
Descrive il rapporto tra base e proiezione dell’impianto. A parità di volume possono esistere protesi con larghezze e proiezioni differenti.
Dopo quanto vanno sostituite le protesi??
Non esiste una regola secondo cui tutte le protesi debbano essere automaticamente sostituite esattamente dopo dieci anni. Sono però necessari controlli appropriati nel tempo.
È possibile sapere prima quale sarà il risultato?
Misurazioni, fotografie e strumenti di pianificazione possono aiutare a definire aspettative e obiettivi, ma il risultato finale dipende anche dalla risposta biologica individuale.
La protesi giusta non è necessariamente la più grande
La scelta di una protesi mammaria non dovrebbe ridursi a una gara tra 250, 300 o 350 cc. Forma, larghezza, proiezione e caratteristiche dell’impianto devono essere messe in relazione con il corpo che dovrà accoglierlo.
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