Medico Chirurgo - Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica
L'aumento di volume del seno, che tecnicamente si definisce mastoplastica additiva, è un intervento che si attua con il posizionamento di protesi e che viene eseguito per varie ragioni. Per aumentare il volume del seno quando una donna lo ritiene inadeguato; Per restituire il volume perduto dopo una gravidanza; Per correggere una asimmetria tra i due lati; Per ricostruire un seno dopo un intervento demolitivo. Le migliori candidate per un intervento di mastoplastica additiva sono quelle pazienti che desiderano migliorare il loro aspetto fisico, con prospettive realistiche e che non affidino al risultato aspettative troppo alte.
Le protesi mammarie
Le protesi attualmente maggiormente utilizzate sono costituite da un involucro di silicone multistrato contenente un gel di silicone al alta coesività (elastomero). Dal 1995 la FDA (Federal Drug Administration organo di controllo americano) ed altri organi internazionali preposti al controllo di qualità hanno accertato attraverso commissioni di studio che non esiste alcuna correlazione tra l'impianto di protesi al silicone e l'insorgenza di malattie autoimmunitarie o peggio ancora tumuri al seno.
Altri usi del silicone
Il silicone è una famiglia di composti chimici derivanti dal silicio che accanto all'ossigeno è l'elemento più comune sulla crosta terrestre. I siliconi per le loro particolari proprietà sono ampiamente usati in prodotti di largo consumo da circa cinquanta anni come ad esempio alcuni tipi di bibite, farmaci cosmetici, prodotti idrorepellenti e cere protettive.
Si possono fare esami diagnostici?
Dopo l'impianto di protesi mammaria sia retroghiandolari che retromuscolari è possibile effettuare i comuni esami diagnostici quali: ecografia, mammografia, e risonanza magnetica, ottenendo chiari immagini del tessuto ghiandolare perighiandolare e della protesi stessa.
Imprevedibilità e rischi
L'intervento di mastoplastica additiva è ampiamente standardizzato, ma come tutti gli interventi presenta complicanze generiche e specifiche associate ad esso. La più comune complicanza specifica è la contrattura capsulare. Bisogna dire che con l'avvento degli ultimi dispositivi protesici, tale evenienza si verifica molto raramente. Esistono vari gradi di contrattura e nei casi più gravi si pone l'indicazione ad un nuovo intervento chirurgico che può essere di indebolimento della capsula, o di rimozione della capsula stessa ed in alcuni casi può essere necessario effettuare il cambio dell'impianto protesico. Un'altra evenienza che può verificarsi, anche se in una bassissima percentuale di pazienti, è lo sviluppo di una infezione intorno alla protesi. Normalmente accade nel primo post-operatorio (dopo 7-10 giorni). Nei casi più importanti può essere necessario rimuovere la protesi ed attendere alcuni mesi prima di riposizionare una nuovo impianto. La sensibilità del complesso areola-capezzolo può aumentare, diminuire o essere quasi assente. Tale sintomatologia tende a risolversi spontaneamente nello spazio di alcuni mesi. In alcuni casi può richiedere anche un anno o più e raramente può essere definitiva. Talvolta, anche se accade difficilmente, le protesi possono rompersi. La rottura è generalmente sempre dovuta ad un trauma importante. Se le protesi sono in soluzione salina, nello spazio di poche ore la mammella interessata risulterà molto più piccola dell'altra. In caso di protesi in gel di silicone è molto più difficile accorgersi della rottura perché generalmente la capsula peri-protesica non consente lo spandimento del gel in tempi brevi (settimane o addirittura mesi). Il verificarsi di fenomeni inusuali deve portare la paziente a recarsi dallo specialista per effettuare accertamenti diagnostici. Nel caso di rottura dell'impianto, anche se non esiste il carattere di urgenza, è necessario sottoporsi ad un intervento di revisione per rimuovere il gel, ripulire la tasca da residui di silicone e sostituire la protesi mammaria.
Preparazione all'intervento
È buona norma, a cominciare dalla settimana precedente all'intervento, non assumere Ac. Acetilsalicico (aspirina) per evitare problemi di coagulazione, e per i fumatori astenersi per almeno 4 settimane (due prima e due dopo l'operazione). Se si è reduci da un'infezione o una malattia sarebbe prudente posporre l'intervento chirurgico. Se si viene operati in regime di Day-Surgery (dimissione nello stesso giorno) è indispensabile che il/la paziente venga accompagnato da una persona che possa prendersene cura nel riaccompagnarla a casa e nelle necessità delle prime 24-48 ore. Una paziente reduce da una gravidanza, dovrà attendere almeno 9 mesi dalla fine dell'allattamento.
L'intervento chirurgico
Il metodo di inserimento delle protesi ed il tipo di approccio dipendono dall'anatomia della paziente. L'incisione può essere posizionata nel solco sotto-mammario, intorno all'areola o nel cavo ascellare. Lavorando attraverso questa incisione si crea una tasca sopra o sotto muscolare e si posiziona l'impianto. Se la paziente ha uno scarsissimo tessuto ghiandolare che non garantisce una buona copertura della protesi è preferibile sciegliere il posizionamento sotto-muscolare. Quest'ultimo è leggermente più doloroso di quello sotto-ghaindolare, ma soprattutto si rende evidente, quando viene messo in tensione il muscolo grande pettorale, un lieve spostamento dell'impianto protesico verso l'esterno del torace. Tubicini di drenaggio possono essere utilizzati in alcuni casi e rimossi pochi giorni dopo l'intervento. L'intervento dura circa 1 ora e le incisioni vengono chiuse senza punti di sutura esterni al fine di migliorarne l'aspetto finale. Un bendaggio particolare viene mantenuto per le prime 48 ore.
L'Anestesia
L'intervento può essere condotto sia in Anestesia Generale che in Anestesia Locale ed eventuale sedazione secondo i desideri della paziente.
Il post-operatorio
Dopo la prima medicazione la paziente indosserà un reggiseno conformato per 4 settimane. Le prime due giorno e notte, le seconde 2 soltanto di giorno. Il dolore post-operatorio(mai eccessivo) viene ben controllato da farmaci anti dolorifici e generalmente tende a scomparire dopo 24-48 ore. Nell'immediato post-operatorio il seno sembrerà ancora più grande di quanto non sia in realtà per l'importante edema (gonfiore) presente, che tenderà gradualmente a ridursi nel corso delle settimane. Almeno 6 ne occorreranno attendere prima di vedere il nuovo seno in condizioni normali ed almeno tre mesi bisognerà aspettare prima di sentirlo sufficientemente morbido.
Ripresa dell'attività
Il ritorno alle normali attività è abbastanza rapido. È buona norma comunque attendere almeno una settimana prima della ripresa graduale dell'attività e comunque interrompere per almeno quattro quella sportiva. Il seno sarà indolenzito ed è quindi consigliabile evitare contatti diretti per qualche settimana. Nel caso in cui la paziente rimanesse incinta non esistono problemi per un eventuale allattamento in quanto nessuna tecnica prevede l'interruzione dei dotti e la ghiandola rimane funzionalmente intatta.

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Chirurgia del corpo: Addominoplastica, Liposuzione/Liposcultura, Lifting interno cosce, Lifting Braccia, Gluteoplastica, Rimodellamento polpacci, Chirurgia intima
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